Con il decreto legislativo 25 settembre 2026, n. 176, che entrerà in vigore il prossimo 22 ottobre, il Governo ha recepito la Direttiva (UE) 2024/1799, introducendo nel Codice del Consumo una disciplina volta a promuovere la riparazione dei beni acquistati dai consumatori, in linea con i più recenti obiettivi europei di sviluppo dell’economia circolare. A tal fine è stato inserito il nuovo titolo II-bis, il quale introduce specifici obblighi a carico dei produttori e degli operatori del settore, rafforzando al contempo le tutele riconosciute ai consumatori e favorendo modelli di produzione e consumo maggiormente orientati alla durabilità e alla sostenibilità.

Tra le principali novità, l’art. 127-quinquies cod. cons. prevede che, per determinate categorie di beni soggetti a specifici requisiti europei di riparabilità, il fabbricante sarà tenuto, su richiesta del consumatore, a provvedere alla riparazione, a titolo gratuito o ad un prezzo ragionevole ed in un congruo lasso di tempo, purché questa sia tecnicamente possibile.

Sul piano della trasparenza assume rilievo l’introduzione, ad opera dell’art. 127-quater cod. cons., del modulo europeo di informazioni sulla riparazione, attraverso il quale il riparatore potrà fornire preventivamente al consumatore indicazioni chiare sulle caratteristiche del servizio, sui costi, sui tempi di esecuzione e sugli eventuali servizi accessori.

La riforma è intervenuta, inoltre, sulla disciplina della garanzia legale di conformità, modificando gli artt. 129, 133, 135-bis e 135-ter cod. cons. ed includendo la durabilità e la riparabilità tra le caratteristiche che il consumatore può ragionevolmente attendersi dal bene. Di particolare interesse è la modifica relativa alla durata della responsabilità del venditore: qualora la riparazione sia effettuata quale rimedio per ripristinare la conformità del bene, il relativo periodo di responsabilità viene esteso, una sola volta, di ulteriori dodici mesi. Il venditore sarà tenuto, inoltre, a informare preventivamente il consumatore del diritto di scegliere tra riparazione e sostituzione e dell’eventuale estensione del periodo di responsabilità.

Completano il quadro la creazione di una sezione nazionale della piattaforma europea online per la riparazione e l’istituzione dell’Osservatorio nazionale sulla riparazione presso il Ministero delle imprese e del made in Italy, con funzioni di promozione della conoscenza del settore e di monitoraggio.

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